Dentro al n° 42 de “I Sogni di Cristallo”

Una breve presentazione della rivista di Fraternità e Amicizia,
di cui sono Direttore Responsabile

Un numero dedicato al viaggio come scoperta, incontro, condivisione

L’estate è per eccellenza stagione di viaggi. Il numero 42 della rivista coglie questo spunto per sviluppare riflessioni sul senso del viaggio, metafora della vita, scoperta del mondo, incontro con l’altro. E’ questo lo spirito che anima i viaggiatori ogni qualvolta si pongano al di fuori della consuetudine, del già noto, della ripetitività quotidiana.

Lo chiarisce efficacemente Marco Mancini, guida di lungo corso per gli speciali viaggiatori di Fraternità e Amicizia, nonché vice-direttore de “I Sogni di Cristallo”.

Il senso del viaggio attraversa, in modo più o meno figurato, anche molti altri contributi:

  • ‘Viaggia’ il Gruppo Narrante quando si incontra con persone nei contesti più vari, dalle scuole ai luoghi di aggregazione, fino alle università. Questi incontri stimolano a riflettere sul senso della diversità: a pagina 4
  • Viaggia’ la Redazione quando affronta il problema, drammatico, di quei ‘viaggiatori’ in fuga da guerre e violenze che vagano per il Mediterraneo alla ricerca di un ‘porto sicuro’: a pagina 3 
  • ‘Viaggiano’ -e non poco- le persone del Centro Riflessi di Vita che dedicano molto tempo alle esplorazioni culturali, artistiche e ricreative che offre la città: a pagina 6
  • E viaggiano le tante persone che scelgono i viaggi del Servizio “Le Ali della Libertà”, per fare esperienze avventurose, ricreative, culturali e sportive: alle pagine 3 e 10

Ma non solo di questo si parla:

  • la rivista contiene un inserto Speciale dedicato alle Parole del Terzo Settore
  • un box è dedicato al Premio Award per l’impegno civile e la solidarietà assegnato a Fraternità e Amicizia a Palazzo Marino lo scorso 19 maggio: a pagina 1
  • un’intervista alla dott.ssa Simona Faucitano approfondisce la tematica della formazione in ambito educativo: a pagina 5
  • un altro articolo di Marco Mancini illustra una innovativa esperienza di applicazione della Mindfulness a beneficio degli insegnantia pagina 6
  • un articolo di Roberto Cerabolini e Raffaello Arnaud completa la descrizione di un’esperienza di applicazione della tecnologia alle esigenze di un ragazzo con grave disabilità: a pagina 7 – (leggi il contributo intero apparso in due parti, n. 41 e n. 42)
  • Con un grande ringraziamento a Bruna, Fabio e Paolo, la Cooperativa ricorda l’attenzione, la cura e la dedizione che i nostri volontari offrono continuativamente alle persone dei suoi Servizi: a pagina 7
  • A pagina 8 ricordiamo lo splendido risultato della squadra di calcio nel livello promozionale della Coppa Italia

Sfoglia qui la Rivista

 

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Come ci rappresentiamo le persone con disabilità intellettiva

Tra ottimismo e celebrazioni mediatiche, la difficile realtà quotidianaprofilo-invisibile

Sono fortunatamente lontani gli anni in cui le persone con disabilità intellettiva venivano tenute in casa oppure confinate all’interno di istituzioni segreganti. La loro maggior visibilità ha prodotto nel corso degli anni due risultati significativi: da un lato nell’incontro con gli altri –che inizia dalla scuola- esse ricevono stimoli fondamentali per lo sviluppo delle loro competenze, dall’altro la comunità sociale non può ignorare la presenza di diverse abilità, che in alcune persone –peraltro disabili- raggiungono livelli di eccellenza. Superate le derive dell’atteggiamento pietistico-caritatevole di un tempo, e dell’approccio ideologico di una integrazione forzata, che tendeva a negare le differenze, negli ultimi tempi l’approccio sociale e culturale alle tematiche dell’inclusione tende a mettere in luce, con enfasi, le abilità di alcune persone disabili, dando grande risalto mediatico ai loro successi; questo ha portato in secondo piano le difficoltà tuttora esistenti nella vita di tante altre. L’interazione frequente con persone disabili ha suscitato nella comunità sociale riflessioni, interrogativi ed emozioni che trovano risposte diverse e contraddittorie: si incontrano nelle scuole, nelle vie, nei locali pubblici, nei posti di lavoro, alcune volte con comportamenti ‘convenzionali’, altre volte con atteggiamenti inusuali e bizzarri.

L’integrazione cambia anche l’approccio dei genitori di persone con disabilità intellettiva, che un tempo si rinchiudevano in un sofferente isolamento, ed ora sono chiamati a sostenere attivamente le pratiche inclusive, ed a rispondere alle molteplici difficoltà e imprevisti che si producono. In tale quadro di cambiamento gli stessi individui con disabilità riportano problematiche psicologiche derivanti dal confronto costante –e non sempre lineare- con gli altri, negli ambienti frequentati quotidianamente.

E se ne parla sempre più: è cresciuta nel tempo la quantità di scritti (libri, articoli, interviste, romanzi), di film e video-documentari dedicati alla narrazione di vari aspetti dell’esperienza delle persone con disabilità. Un tempo questa produzione era perlopiù opera di studiosi, professionisti o scrittori, mentre negli anni compaiono molte storie autobiografiche, o narrate da genitori. L’espressività delle persone con disabilità ha trovato inoltre nei nuovi media canali facilmente accessibili, notevolmente fruiti, sia pure nel contesto dispersivo tipico di questo mezzo. I Social hanno inoltre costituito una facilitazione importante per la costituzione di gruppi di scambio, discussione, rivendicazione di diritti, segnalazione di abusi; hanno concorso a ridurre le barriere che per tanto tempo hanno mantenuto isolate le persone con disabilità intellettiva. Tuttavia, la proliferazione dei canali espressivi produce frammenti di storie, narrazioni, richieste che faticano a trovare sintesi in una rappresentazione condivisa dell’esperienza dell’integrazione: qualche volta raffigurata con penose difficoltà, generatrice di emozioni depressive, altre volte decantata come ‘naturalmente’ capace di procurare felicità e successi.Immagine
Queste oscillazioni della rappresentazione sociale le leggiamo facilmente in tanti blog dedicati a queste tematiche. Recentemente ne ho trovate alcune molto eloquenti su “Invece Concita” pagina curata da Concita De Gregorio.

Francesco, padre di una persona con sindrome di Down, scrive: “i tempi si evolvono, le persone Down (con tutte le difficoltà del caso) vanno a scuola, lavorano, praticano sport e, come tutti gli altri, possono anche essere felici.

Lea si spinge oltre: “il ritardo esiste ma diventa molto ma molto gestibile. Mia figlia ha 16 anni, parla due lingue (siamo una famiglia bilingue e lei si è adeguata), ha amici, fa attività sportive, fa teatro, danza. Ha un fidanzatino come le ragazze della sua età. È una ragazzina felice e le sorelle la adorano. Siamo stati fortunati? Forse. Ma credo che essere down nel 2017 sia questo…”

Maria, da sorella, esprime un punto di vista diverso: “Quando ho letto la lettera di Francesco ho provato profonda gioia per la sua Giulia, per tutte le cose che riesce a fare. È la stessa gioia che vedo in tutti i servizi televisivi che si occupano delle persone Down. Purtroppo, questo mi preme dire, non è sempre così …per quanti sforzi i genitori abbiano fatto, i loro figli con la sindrome di Down riescono a fare sport, o a lavorare o a coltivare le loro passioni.”  E si domanda perché la sorella “non parla se in televisione vediamo i Down fare cose straordinarie? … non so se Anna, come Giulia, sia felice di vivere: non ho i termini per chiederglielo, né lei ha le parole per esprimerlo.”

Isabella Piersanti presenta il suo libro autobiografico (Da piccola ero Down) affermando che: “…avere una figlia con la sindrome di Down non è un dramma. Che non significa non essere più felici, anche se resterà Down per sempre. Che, sì, ci saranno difficoltà ma anche tante risate e che si riceverà un amore incondizionato, puro, totale che è difficile sperimentare in altre condizioni”.

Si può comprendere il bisogno dei genitori, e anche degli operatori, di sottolineare i progressi ottenuti dall’estendersi di pratiche inclusive, e dalla possibilità offerta a molte persone con disabilità di accedere ai luoghi della formazione, della cultura, del lavoro, dello sport e perfino dello spettacolo.

L’importante è non fermarsi a questo aspetto, che rappresenta solo una porzione di questo segmento di mondo, trascurando la fatica e il dolore che quotidianamente toccano la vita di molte di queste persone, e dei loro familiari, coinvolgendo anche amici e compagni. È soprattutto sul piano dell’attività e dell’intraprendenza personale che si può misurare la realizzazione di una persona, disabile o no che sia. Perché la disabilità, come ha felicemente definito una persona che la vive quotidianamente, “è quando gli altri decidono per te”.

L’articolo è pubblicato su “I Sogni di Cristallo” n. 39
http://www.youblisher.com/p/1882296-I-Sogni-di-Cristallo-n-39-Ottobre-2017/ 

Stress, crisi dell’identità maschile e intervento psicologico

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La crisi dell’identità maschile, le trasformazioni sociali in atto nella società americana (e non solo) e le difficoltà culturali che ostacolano molti uomini nel prendere atto delle mutate condizioni, costituiscono un contesto favorevole allo sviluppo di forme nuove di malessere e sofferenza psichica, con conseguenze fisiche e sociali, di fronte alle quali gli strumenti tradizionali d’intervento psicologico risultano scarsamente efficaci.
L’articolo di Kirsten Weir illustra la riflessione in atto nell’ambito dell’Associazione degli Psicologi Americani (A.P.A) alla ricerca di nuove prospettive d’intervento che ponga le competenze degli psicologi al servizio di indirizzi innovativi degli interventi sociali.

Leggi l’articolo…

Vedi anche: La condizione maschile oggi: verso le “quote azzurre”?

 

Cattivo Stato di salute?

rapporto salute 2016E’ stato recentemente pubblicato il Rapporto 2016 dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane.
Molti sono i dati preoccupanti, che profilano un’inversione di tendenza rispetto alle aspettative di una costante crescita delle condizioni di salute della popolazione, a partire dalla diminuzione dell’aspettativa di vita: nel 2015 si è assistito a un aumento del numero di morti in valore assoluto rispetto agli anni precedenti.
Non stupisce, ma neanche conforta, il fatto che le malattie croniche siano in continuo aumento e riguardino quasi 4 italiani su 10 (23,6 milioni di persone) con un pesante costo per il Servizio Sanitario Nazionale: sulla base del trend la Ragioneria Generale dello Stato stima che nel 2025 l’incidenza della sanità pubblica sarà pari a circa il 7,2% del PIL.
Aumenta il consumo di antidepressivi (nel 2015 pari a 39,60 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti) e riprende a crescere il numero dei suicidi, che nel biennio 2012-2013 ha visto un tasso annuo di mortalità pari a 8.06% per 100.000 residenti di età superiore ai 15 anni.rapporto salute italiani

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Grandezza di un clinico: tra dubbio e trasgressione

La pubblicazione dveronesiella lettera di Veronesi, scomparso giorni fa, colpisce perché riprende un filone di pensiero ricorrente nei grandi clinici. Mi ricorda un vecchio articolo di Gianni Tognoni, che esaltava l’ignoranza, intesa come statuto normale di una professione che è alla frontiera delle leggi del vivere e del morire, e proponeva al medico la via della ‘dolcezza’: di contrastare cioè l’arroganza del sapere-potere, mantenendosi consapevoli della precarietà del nostro sapere, della nostra continua esposizione al fallimento…(“Dottore, un po’ di dolcezza” PANORAMA, 19/10/66)
Leggi il messaggio di Veronesi

La felicità dei genitori e le politiche sociali

Appunti da uno studio internazionale

Un mio maestro diceva che i figli sono il sale della vita, e in questa immagine racchiudeva il pensiero e le emozioni generalmente provate di fronte al ‘miracolo’ della procreazione, condensando decenni di studi su quella preoccupazione primaria che costituisce secondo D.Winnicott la “normale malattia” di ogni madre, ma oggi potre
mmo dire di ogni caregiver. In ogni cultura umana è diffusa la convinzione che i bambini procurano la felicità. L’immaginario comune del diventare genitori evoca immagini di bambini sani, ragazze o ragazzi dall’aspetto impeccabile. La difficoltà dell’essere genitori sembra pertanto confinata family-1024x615all’evenienza della malattia o della disabilità del figlio.

L’esperienza genitoriale, se da un lato regala intense e profonde soddisfazioni, dall’altra comporta un carico di responsabilità che, un tempo condivise con una dimensione familiare allargata, oggi ricadono sempre più sulle persone dei genitori, o principalmente su uno soltanto di loro, come accade in molte coppie separate. La scuola e gli altri servizi per l’infanzia, che svolgono una funzione sociale fondamentale per lo sviluppo dei bambini, non riescono tuttavia ad alleggerire sufficientemente il carico di responsabilità dei genitori; talvolta, anzi, lo accrescono, aggiungendo problemi anziché soluzioni. E in molti casi il genitore si trova del tutto solo nell’affrontarli, dovendosi districare tra reti e relazioni di aiuto, sovente poco connotate nel segno del sostegno.  Continua a leggere

Sport per Persone con Disabilità: corso gratuito per mediatori sportivi

Inizia venerdì 15 aprile alle 18 un Corso gratuito gestito da Fraternità e Amicizia Cooperativa Sociale Onlus e dall’Associazione Sportiva Sporting 4E.
Rinviando a un precedente post per le considerazioni circa il significato dello sport per le persone con disabilità, riporto di seguito il calendario degli incontri, articolati tra sessioni teorico-metodologiche e sessioni esperienziali. L’iniziativa si concluderà a settembre con un soggiorno formativo aperto ad atleti, operatori e familiari.
Leggi l’articolo su Affari Italiani

IL PROGRAMMA

  • Venerdì 15 aprile: Introduzione. La disabilità intellettiva e relazionale.
    A cura di Roberto Cerabolini, psicoterapeuta e Direttore della Coop. Fraternità e Amicizia.
  • 10873858-silhouette-un-gruppo-di-bambini-felici-giocare-sul-prato-tramonto-estateSabato 30 aprile: La motricità di base. Psicocinetica e metodo induttivo.
    A Cura di Alberto Bianchi, responsabile tecnico e organizzativo SERSPORT Lombardia e Accademia Calcio Cislago.
  • Venerdì 6 maggio: Lo sport come strumento d’integrazione. L’approccio metodologico e il ruolo del volontario/operatore. La scoperta e la valorizzazione dei “talenti”.
    A cura di Linda Casalini, consigliere federale FISDIR e docente attività motorie adattate Università Cattolica di Milano.
  • Sabato 21 maggio: Calcio: le componenti motorie necessarie all’attività e gli adattamenti funzionali.
    A cura di Claudio Ambrosini. Psicomotricista.
  • Venerdì 10 giugno: Nuoto e attività in acqua. Il metodo TMA adattato.
    A cura di Raffaello Arnaud, psicologo, istruttore e allenatore di secondo livello di nuoto e pallanuoto.
    Principi di danza terapia.
    A cura di Monica Liguoro, arte terapista e danzaterapeuta.
  • 9-10-11 settembre: Soggiorno Formativo gratuito per i partecipanti al corso.

Il corso è cofinanziato da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia

Offrire Servizi adeguati alle persone con disabilità complesse

labirintoIl Blog della rivista “Prospettive Sociali e Sanitarie” ha pubblicato una mia riflessione sull’opportunità di offrire risposte specifiche a quelle persone che, per via della complessità delle loro diagnosi e delle condizioni di disagio atipico e multiforme, si trovano a sperimentare gravi difficoltà nell’accesso ai servizi tradizionali sia dell’area della disabilità sia di quella psichiatrica.
Si tratta di pensieri maturati nel contesto di un gruppo di discussione tra operatori degli Enti che a Milano gestiscono attività a favore di persone con disabilità e/o fragilità sociale.
La prospettiva di offrire a queste persone servizi specifici e integrati con il resto dell’offerta socio-sanitaria offre al contempo lo spunto per ripensare alla modalità di funzionamento delle nostre strutture sociali e sanitarie…
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