Cattivo Stato di salute?

rapporto salute 2016E’ stato recentemente pubblicato il Rapporto 2016 dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane.
Molti sono i dati preoccupanti, che profilano un’inversione di tendenza rispetto alle aspettative di una costante crescita delle condizioni di salute della popolazione, a partire dalla diminuzione dell’aspettativa di vita: nel 2015 si è assistito a un aumento del numero di morti in valore assoluto rispetto agli anni precedenti.
Non stupisce, ma neanche conforta, il fatto che le malattie croniche siano in continuo aumento e riguardino quasi 4 italiani su 10 (23,6 milioni di persone) con un pesante costo per il Servizio Sanitario Nazionale: sulla base del trend la Ragioneria Generale dello Stato stima che nel 2025 l’incidenza della sanità pubblica sarà pari a circa il 7,2% del PIL.
Aumenta il consumo di antidepressivi (nel 2015 pari a 39,60 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti) e riprende a crescere il numero dei suicidi, che nel biennio 2012-2013 ha visto un tasso annuo di mortalità pari a 8.06% per 100.000 residenti di età superiore ai 15 anni.rapporto salute italiani

La salute viene considerata dall’OMS un diritto e come tale si pone alla base di tutti gli altri diritti fondamentali che spettano alle persone. Per quanto riguarda la disabilità, il Rapporto sottolinea come “la salute viene considerata più un mezzo che un fine e può essere definita come una risorsa di vita quotidiana che consente alle persone di condurre una vita produttiva a livello individuale, sociale ed economico”. Ciò vale a maggior ragione per le persone con disabilità, per le quali “i fattori connessi con la cattiva percezione di una condizione di salute sono, oltre alla presenza di limitazioni nelle attività quotidiane, le condizioni socio-economiche, la perdita di ruolo sociale dovuta allo stato emotivo e l’avanzamento dell’età.”
Nell’indagine presentata, “gli indicatori sui bisogni sanitari non soddisfatti per motivi economici evidenziano una situazione di difficoltà delle famiglie con persone con limitazioni nelle attività quotidiane, nell’avere una visita medica o un trattamento terapeutico, nell’affrontare spese mediche e nel sottoporsi a cure odontoiatriche.”
Si rileva una rinuncia a ricorrere alle cure, imputabili sia a differenze di reddito, sia alla limitata capacità delle famiglie di persone con limitazioni nelle attività quotidiane di convertire il reddito in soddisfazione dei propri bisogni. Il che significa che oltre a predisporre l’erogazione di cure, il sistema sanitario dovrebbe occuparsi della connessione con i bisogni e le competenze sociali e relazionali di molte delle persone in condizione di bisogno: è il tema dell’equità nell’accesso alle cure, che sembra rivelare svantaggi evidenti proprio verso chi ha maggiori bisogni.
Sempre in tema di disabilità l’Osservatorio Nazionale nota che “le difficoltà economiche delle famiglie italiane hanno un effetto immediato sul versante dell’accesso alle cure. Questa triste realtà ancora non si riflette negli indicatori di salute, ma nel medio termine è verosimile che ciò possa accadere. Il sistema delle esenzioni per l’accesso alle cure delle
persone con disabilità dovrebbe garantire loro le prestazioni ma, evidentemente, tale sistema ha delle inefficienze.”Frances-Ryan

Anche il panorama internazionale propone spesso notizie dello stesso tenore. Il prestigioso “The Guardian” riportava il 4 aprile scorso un’analisi di Frances Ryan che descrive come il ridursi dei sussidi per gli studenti disabili stia procurando gravi problemi nel Regno Unito, mettendo in discussione la stessa possibilità di continuare gli studi, con conseguenze sull’integrazione di queste persone e sul loro stato di salute mentale; ad esempio racconta di stress e attacchi di panico di studentesse disabili, dopo mesi di attesa di sussidi incerti, costrette a richiederli attraverso il ricorso alla magistratura.

Grandezza di un clinico: tra dubbio e trasgressione

La pubblicazione dveronesiella lettera di Veronesi, scomparso giorni fa, colpisce perché riprende un filone di pensiero ricorrente nei grandi clinici. Mi ricorda un vecchio articolo di Gianni Tognoni, che esaltava l’ignoranza, intesa come statuto normale di una professione che è alla frontiera delle leggi del vivere e del morire, e proponeva al medico la via della ‘dolcezza’: di contrastare cioè l’arroganza del sapere-potere, mantenendosi consapevoli della precarietà del nostro sapere, della nostra continua esposizione al fallimento…(“Dottore, un po’ di dolcezza” PANORAMA, 19/10/66)
Leggi il messaggio di Veronesi

La felicità dei genitori e le politiche sociali

Appunti da uno studio internazionale

Un mio maestro diceva che i figli sono il sale della vita, e in questa immagine racchiudeva il pensiero e le emozioni generalmente provate di fronte al ‘miracolo’ della procreazione, condensando decenni di studi su quella preoccupazione primaria che costituisce secondo D.Winnicott la “normale malattia” di ogni madre, ma oggi potre
mmo dire di ogni caregiver. In ogni cultura umana è diffusa la convinzione che i bambini procurano la felicità. L’immaginario comune del diventare genitori evoca immagini di bambini sani, ragazze o ragazzi dall’aspetto impeccabile. La difficoltà dell’essere genitori sembra pertanto confinata family-1024x615all’evenienza della malattia o della disabilità del figlio.

L’esperienza genitoriale, se da un lato regala intense e profonde soddisfazioni, dall’altra comporta un carico di responsabilità che, un tempo condivise con una dimensione familiare allargata, oggi ricadono sempre più sulle persone dei genitori, o principalmente su uno soltanto di loro, come accade in molte coppie separate. La scuola e gli altri servizi per l’infanzia, che svolgono una funzione sociale fondamentale per lo sviluppo dei bambini, non riescono tuttavia ad alleggerire sufficientemente il carico di responsabilità dei genitori; talvolta, anzi, lo accrescono, aggiungendo problemi anziché soluzioni. E in molti casi il genitore si trova del tutto solo nell’affrontarli, dovendosi districare tra reti e relazioni di aiuto, sovente poco connotate nel segno del sostegno.

Contrariamente ad ogni aspettativa, un recente studio internazionale, che sarà pubblicato a settembre da Jennifer Glass, Ph.D. – Professore di Sociologia alla University of Texas (Austin), sostiene che attualmente in diversi paesi occidentali -U.S. in testa- l’esperienza dei genitori è piuttosto lontana dalla condizione di felicità, mettendoli a confronto con persone senza figli.

La stessa Glass ne ha parlato qualche giorno fa sul sito del Council on Contemporary Families https://contemporaryfamilies.org/brief-parenting-happiness/ esaminando i dati contrastanti provenienti dalla comparazione di 22 paesi europei e di lingua inglese. I deficit di felicità dei genitori variano notevolmente da paese a paese; in alcuni paesi, come la Norvegia e l’Ungheria, i genitori sono in realtà più felici di coloro che non hanno figli.
Le cause ipotizzate responsabili di questa situazione sono legate ai differenti costi – tempo, denaro ed energia – del crescere i figli nei paesi presi in esame. Le diverse politiche sociali sembrano essere responsabili delle differenze rilevate nella vita dei genitori presi in considerazione, con particolare riferimento alla durata del congedo parentale retribuito, al numero delle giornate retribuite per malattia, ai giorni di permesso garantiti per legge, al costo della cura dei
figli nei primi due anni in relazione alla retribuzione media, e all’estensione della flessibilità degli orari di lavoro offerta ai genitori con figli a carico. I ricercatori hanno costruito una misura sintetica che esprime tutti questi elementi, in modo da differenziare i paesi con una buona politica d sostegno dei genitori da quelli con politiche di minor favore per i genitori. Questi dati sono stati posti in relazione, per tutti i 22 paesi, con il loro prodotto interno lordo e il tasso di fertilità, per assicurarsi che i risultati non dipendano semplicemente dal fatto di vivere in un paese più ricco piuttosto che in uno più povero.

I risultati della ricerca sono stati sorprendenti. Gli effetti negativi sulla condizione degenitorii genitori sembrano del tutto legati alla presenza o assenza di politiche sociali che consentano di conciliare il lavoro con gli obblighi familiari. E questo acc
ade sia per le madri che per i padri. Nei paesi con migliori politiche sociali non si individua alcun divario del grado di soddisfazione tra genitori e non genitori. Inoltre, gli effetti positivi delle politiche di sostegno alla famiglia non vanno a scapito dei non genitori, migliorano la qualità della vita di tutti i cittadini, che abbiano figli o meno. Nel contesto europeo potrebbe sembrare banale, ma per i cittadini statunite
nsi le misure che consentono la retribuzione dei giorni di malattia e la sicurezza di un periodo di vacanza garantito sono in grado di rendere tutti più felici, con un maggior grado di soddisfazione per i genitori di figli minori.

Un altro dato interessante è che i contributi dati ai genitori, sotto forma di assegni familiari o pagamenti mensili, risultano avere meno effetto sulla felicità dei genitori in confronto con la possibilità di fruire di strumenti per conciliare il lavoro con la cura dei figli. Questi dati riguardano in particolare molti paesi europei, che prevedono assegni familiari in quantità variabili, senza che queste misure comporti un impatto significativo sulla relativa felicità di madri o padri rispetto ai non genitori.

Sono state trovate alcune differenze nel confronto tra padri e madri. I padri sembrano maggiormente favorevoli alle politiche di erogazione di contributi in denaro (costi di assistenza all’infanzia, in particolare), e le madri più gratificate dalle politiche che assicurano una maggior vicinanza ai figli (specialmente la retribuzione di malattia e ferie). Ma queste differenze di genere sono di minore entità rispetto all’importanza del contributo che deriva dalla presenza di politiche per la famiglia che conciliano la cura dei figli con il lavoro retribuito.

Questa ricerca fornisce prove evidenti a supporto di intuizioni già presenti nel dibattito sulle politiche sociali a favore della famiglia, e delle sperimentazioni frammentate ed episodiche che sono state realizzate; conferma l’opportunità di procedere in modo più mirato e corposo nella direzione di misure di welfare mirato a bisogni ed obiettivi specifici.

Gli esiti di questo studio sono utili per le indicazioni che forniscono, e riportano in primo piano l’importanza della cura della relazione nell’esperienza della genitorialità. La maggior soddisfazione dei genitori, infatti, risulta legata a quelle misure che -facilitando la soluzione dei problemi di accudimento- consente ai padri e alle madri di dedicare tempo al rapporto con i figli, per ricavarne quella felicità che può fare davvero dei figli ‘il sale della vita’.

Sport per Persone con Disabilità: corso gratuito per mediatori sportivi

Inizia venerdì 15 aprile alle 18 un Corso gratuito gestito da Fraternità e Amicizia Cooperativa Sociale Onlus e dall’Associazione Sportiva Sporting 4E.
Rinviando a un precedente post per le considerazioni circa il significato dello sport per le persone con disabilità, riporto di seguito il calendario degli incontri, articolati tra sessioni teorico-metodologiche e sessioni esperienziali. L’iniziativa si concluderà a settembre con un soggiorno formativo aperto ad atleti, operatori e familiari.
Leggi l’articolo su Affari Italiani

IL PROGRAMMA

  • Venerdì 15 aprile: Introduzione. La disabilità intellettiva e relazionale.
    A cura di Roberto Cerabolini, psicoterapeuta e Direttore della Coop. Fraternità e Amicizia.
  • 10873858-silhouette-un-gruppo-di-bambini-felici-giocare-sul-prato-tramonto-estateSabato 30 aprile: La motricità di base. Psicocinetica e metodo induttivo.
    A Cura di Alberto Bianchi, responsabile tecnico e organizzativo SERSPORT Lombardia e Accademia Calcio Cislago.
  • Venerdì 6 maggio: Lo sport come strumento d’integrazione. L’approccio metodologico e il ruolo del volontario/operatore. La scoperta e la valorizzazione dei “talenti”.
    A cura di Linda Casalini, consigliere federale FISDIR e docente attività motorie adattate Università Cattolica di Milano.
  • Sabato 21 maggio: Calcio: le componenti motorie necessarie all’attività e gli adattamenti funzionali.
    A cura di Claudio Ambrosini. Psicomotricista.
  • Venerdì 10 giugno: Nuoto e attività in acqua. Il metodo TMA adattato.
    A cura di Raffaello Arnaud, psicologo, istruttore e allenatore di secondo livello di nuoto e pallanuoto.
    Principi di danza terapia.
    A cura di Monica Liguoro, arte terapista e danzaterapeuta.
  • 9-10-11 settembre: Soggiorno Formativo gratuito per i partecipanti al corso.

Il corso è cofinanziato da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia

Offrire Servizi adeguati alle persone con disabilità complesse

labirintoIl Blog della rivista “Prospettive Sociali e Sanitarie” ha pubblicato una mia riflessione sull’opportunità di offrire risposte specifiche a quelle persone che, per via della complessità delle loro diagnosi e delle condizioni di disagio atipico e multiforme, si trovano a sperimentare gravi difficoltà nell’accesso ai servizi tradizionali sia dell’area della disabilità sia di quella psichiatrica.
Si tratta di pensieri maturati nel contesto di un gruppo di discussione tra operatori degli Enti che a Milano gestiscono attività a favore di persone con disabilità e/o fragilità sociale.
La prospettiva di offrire a queste persone servizi specifici e integrati con il resto dell’offerta socio-sanitaria offre al contempo lo spunto per ripensare alla modalità di funzionamento delle nostre strutture sociali e sanitarie…
Leggi il post

Dal Regno Unito spunti per facilitare la cura della salute mentale per le persone con disabilità intellettiva

IATP learning disabilitiesSuperare le barriere culturali, professionali e organizzative presenti nei Servizi è una condizione necessaria per offrire davvero a molte persone disabili intellettive la possibilità di uscire dal ghetto della sofferenza psichica sottovalutata e non curata che ostacola la loro integrazione. Ci sono Paesi che ci provano…! L’articolo da me postato sul blog di Prospettive Sociali e Sanitarie narra di un rapporto di ricerca della “Foundation for People with Learning Disabilities” che fornisce preziose proposte. Leggi il post su Scambi di
Prospettive

E’ importante far tesoro delle buone prassi che –
anche nel nostro Paese- si propongono di fornire una risposta ad un’esigenza di cura e promozione della salute mentale, fortemente sentita da molte persone con disabilità dentro e fuori le muraintellettiva, e spesso sottovalutata dai Servizi dedicati alla disabilità e negata da quelli Psichiatrici. Il disagio psichico non curato ostacola l’integrazione e rischia di condurre al ghetto della solitudine.

Un impegno quotidiano per realizzare questi obiettivi è quello che svolgo a Milano nel “Centro per il Sostegno alla Persona e alla Famiglia” della Cooperativa Fraternità e Amicizia.

La psicoterapia nel tempo della crisi – prospettive d’intervento

E’ in grado oggi la psicoterapia di contrastare efficacemente l’inquietudine della precarietà e l’angoscia della solitudine di molti dei ‘nuovi’ pazienti?
Quali sintomi, quali richieste esprimono? Come può il terapeuta comprenderle e fornire risposte adeguate?

Le Advice Help Support And Tips Signpost Shows Information And Guidanceriflessioni che pubblico su Scambi di Prospettive ripropongono orientamenti che sono lungamente maturati nella tradizione clinica. Ma sempre più forte è l’esigenza di interventi che sappiano affrontare le dimensioni sociali del disagio, integrando l’approccio individuale con il coinvolgimento dell’ambiente di vita, e della famiglia in particolare.
La speranza che avverto è di poter realizzare sperimentazioni applicative sistematiche, sistematizzate e confrontabili, soprattutto a beneficio della fascia della popolazione che attualmente resta esclusa dall’accesso ad interventi specialistici, e produce una sofferenza  con gravi ricadute sul piano individuale e sociale.
Leggi l’articolo…

Affettività, amore e sessualità – Nutrimento del benessere e della salute mentale anche per le persone disabili

La sessualità e la disabilità due argomenti importanti da trattare in un seminario della durata di 4 ore gestito da un professionista esperto attraverso gruppi competenti di discussione, nel quadro di “DIVERSO? CERTO, UNICO!” Festival della Cooperazione Sociale a CREMA.

TEMATICHE:

  • Introduzione culturale e teorica (mito e tabù della sessualità delle persone disabili)
  • Alcuni riferimenti teorici per comprendere lo sviluppo delle funzioni affettive e sessuali
  • L’immaginario amoroso e le disabilità
  • Affettività e sessualità delle persone con disabilità (con particolare attenzione alle differenze nelle dicrema -seminarioverse condizioni di deficit funzionali)
  • Genitori, familiari e operatori di fronte alla sessualità del disabile: tra protezione, frustrazione, educazione
  • Prospettive d’intervento per favorire lo sviluppo e il benessere personale (l’educazione sentimentale della persona con disabilità)

DOCENTE: Dr.Cerabolini Roberto -Psicologo e Psicoterapeuta

SABATO 19/09/2015 ORE 14.30-18.30 Sala P. Da Cemmo presso Centro Culturale Sant’ Agostino, piazzetta Wilfred Terni de’Gregory – via Dante Alighieri – CREMA

WORKSHOP organizzato da Consultorio Familiare “Kappadue” –
CONSORZIO ARCOBALENO Via Olivetti 19, 26013 Crema CR – Tel. 0373 83105