Stress, crisi dell’identità maschile e intervento psicologico

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La crisi dell’identità maschile, le trasformazioni sociali in atto nella società americana (e non solo) e le difficoltà culturali che ostacolano molti uomini nel prendere atto delle mutate condizioni, costituiscono un contesto favorevole allo sviluppo di forme nuove di malessere e sofferenza psichica, con conseguenze fisiche e sociali, di fronte alle quali gli strumenti tradizionali d’intervento psicologico risultano scarsamente efficaci.
L’articolo di Kirsten Weir illustra la riflessione in atto nell’ambito dell’Associazione degli Psicologi Americani (A.P.A) alla ricerca di nuove prospettive d’intervento che ponga le competenze degli psicologi al servizio di indirizzi innovativi degli interventi sociali.

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Vedi anche: La condizione maschile oggi: verso le “quote azzurre”?

 

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Cattivo Stato di salute?

rapporto salute 2016E’ stato recentemente pubblicato il Rapporto 2016 dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane.
Molti sono i dati preoccupanti, che profilano un’inversione di tendenza rispetto alle aspettative di una costante crescita delle condizioni di salute della popolazione, a partire dalla diminuzione dell’aspettativa di vita: nel 2015 si è assistito a un aumento del numero di morti in valore assoluto rispetto agli anni precedenti.
Non stupisce, ma neanche conforta, il fatto che le malattie croniche siano in continuo aumento e riguardino quasi 4 italiani su 10 (23,6 milioni di persone) con un pesante costo per il Servizio Sanitario Nazionale: sulla base del trend la Ragioneria Generale dello Stato stima che nel 2025 l’incidenza della sanità pubblica sarà pari a circa il 7,2% del PIL.
Aumenta il consumo di antidepressivi (nel 2015 pari a 39,60 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti) e riprende a crescere il numero dei suicidi, che nel biennio 2012-2013 ha visto un tasso annuo di mortalità pari a 8.06% per 100.000 residenti di età superiore ai 15 anni.rapporto salute italiani

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Grandezza di un clinico: tra dubbio e trasgressione

La pubblicazione dveronesiella lettera di Veronesi, scomparso giorni fa, colpisce perché riprende un filone di pensiero ricorrente nei grandi clinici. Mi ricorda un vecchio articolo di Gianni Tognoni, che esaltava l’ignoranza, intesa come statuto normale di una professione che è alla frontiera delle leggi del vivere e del morire, e proponeva al medico la via della ‘dolcezza’: di contrastare cioè l’arroganza del sapere-potere, mantenendosi consapevoli della precarietà del nostro sapere, della nostra continua esposizione al fallimento…(“Dottore, un po’ di dolcezza” PANORAMA, 19/10/66)
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La felicità dei genitori e le politiche sociali

Appunti da uno studio internazionale

Un mio maestro diceva che i figli sono il sale della vita, e in questa immagine racchiudeva il pensiero e le emozioni generalmente provate di fronte al ‘miracolo’ della procreazione, condensando decenni di studi su quella preoccupazione primaria che costituisce secondo D.Winnicott la “normale malattia” di ogni madre, ma oggi potre
mmo dire di ogni caregiver. In ogni cultura umana è diffusa la convinzione che i bambini procurano la felicità. L’immaginario comune del diventare genitori evoca immagini di bambini sani, ragazze o ragazzi dall’aspetto impeccabile. La difficoltà dell’essere genitori sembra pertanto confinata family-1024x615all’evenienza della malattia o della disabilità del figlio.

L’esperienza genitoriale, se da un lato regala intense e profonde soddisfazioni, dall’altra comporta un carico di responsabilità che, un tempo condivise con una dimensione familiare allargata, oggi ricadono sempre più sulle persone dei genitori, o principalmente su uno soltanto di loro, come accade in molte coppie separate. La scuola e gli altri servizi per l’infanzia, che svolgono una funzione sociale fondamentale per lo sviluppo dei bambini, non riescono tuttavia ad alleggerire sufficientemente il carico di responsabilità dei genitori; talvolta, anzi, lo accrescono, aggiungendo problemi anziché soluzioni. E in molti casi il genitore si trova del tutto solo nell’affrontarli, dovendosi districare tra reti e relazioni di aiuto, sovente poco connotate nel segno del sostegno.  Continua a leggere

Sport per Persone con Disabilità: corso gratuito per mediatori sportivi

Inizia venerdì 15 aprile alle 18 un Corso gratuito gestito da Fraternità e Amicizia Cooperativa Sociale Onlus e dall’Associazione Sportiva Sporting 4E.
Rinviando a un precedente post per le considerazioni circa il significato dello sport per le persone con disabilità, riporto di seguito il calendario degli incontri, articolati tra sessioni teorico-metodologiche e sessioni esperienziali. L’iniziativa si concluderà a settembre con un soggiorno formativo aperto ad atleti, operatori e familiari.
Leggi l’articolo su Affari Italiani

IL PROGRAMMA

  • Venerdì 15 aprile: Introduzione. La disabilità intellettiva e relazionale.
    A cura di Roberto Cerabolini, psicoterapeuta e Direttore della Coop. Fraternità e Amicizia.
  • 10873858-silhouette-un-gruppo-di-bambini-felici-giocare-sul-prato-tramonto-estateSabato 30 aprile: La motricità di base. Psicocinetica e metodo induttivo.
    A Cura di Alberto Bianchi, responsabile tecnico e organizzativo SERSPORT Lombardia e Accademia Calcio Cislago.
  • Venerdì 6 maggio: Lo sport come strumento d’integrazione. L’approccio metodologico e il ruolo del volontario/operatore. La scoperta e la valorizzazione dei “talenti”.
    A cura di Linda Casalini, consigliere federale FISDIR e docente attività motorie adattate Università Cattolica di Milano.
  • Sabato 21 maggio: Calcio: le componenti motorie necessarie all’attività e gli adattamenti funzionali.
    A cura di Claudio Ambrosini. Psicomotricista.
  • Venerdì 10 giugno: Nuoto e attività in acqua. Il metodo TMA adattato.
    A cura di Raffaello Arnaud, psicologo, istruttore e allenatore di secondo livello di nuoto e pallanuoto.
    Principi di danza terapia.
    A cura di Monica Liguoro, arte terapista e danzaterapeuta.
  • 9-10-11 settembre: Soggiorno Formativo gratuito per i partecipanti al corso.

Il corso è cofinanziato da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia

Offrire Servizi adeguati alle persone con disabilità complesse

labirintoIl Blog della rivista “Prospettive Sociali e Sanitarie” ha pubblicato una mia riflessione sull’opportunità di offrire risposte specifiche a quelle persone che, per via della complessità delle loro diagnosi e delle condizioni di disagio atipico e multiforme, si trovano a sperimentare gravi difficoltà nell’accesso ai servizi tradizionali sia dell’area della disabilità sia di quella psichiatrica.
Si tratta di pensieri maturati nel contesto di un gruppo di discussione tra operatori degli Enti che a Milano gestiscono attività a favore di persone con disabilità e/o fragilità sociale.
La prospettiva di offrire a queste persone servizi specifici e integrati con il resto dell’offerta socio-sanitaria offre al contempo lo spunto per ripensare alla modalità di funzionamento delle nostre strutture sociali e sanitarie…
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Dal Regno Unito spunti per facilitare la cura della salute mentale per le persone con disabilità intellettiva

IATP learning disabilitiesSuperare le barriere culturali, professionali e organizzative presenti nei Servizi è una condizione necessaria per offrire davvero a molte persone disabili intellettive la possibilità di uscire dal ghetto della sofferenza psichica sottovalutata e non curata che ostacola la loro integrazione. Ci sono Paesi che ci provano…! L’articolo da me postato sul blog di Prospettive Sociali e Sanitarie narra di un rapporto di ricerca della “Foundation for People with Learning Disabilities” che fornisce preziose proposte. Leggi il post su Scambi di
Prospettive

E’ importante far tesoro delle buone prassi che –
anche nel nostro Paese- si propongono di fornire una risposta ad un’esigenza di cura e promozione della salute mentale, fortemente sentita da molte persone con disabilità dentro e fuori le muraintellettiva, e spesso sottovalutata dai Servizi dedicati alla disabilità e negata da quelli Psichiatrici. Il disagio psichico non curato ostacola l’integrazione e rischia di condurre al ghetto della solitudine.

Un impegno quotidiano per realizzare questi obiettivi è quello che svolgo a Milano nel “Centro per il Sostegno alla Persona e alla Famiglia” della Cooperativa Fraternità e Amicizia.

La psicoterapia nel tempo della crisi – prospettive d’intervento

E’ in grado oggi la psicoterapia di contrastare efficacemente l’inquietudine della precarietà e l’angoscia della solitudine di molti dei ‘nuovi’ pazienti?
Quali sintomi, quali richieste esprimono? Come può il terapeuta comprenderle e fornire risposte adeguate?

Le Advice Help Support And Tips Signpost Shows Information And Guidanceriflessioni che pubblico su Scambi di Prospettive ripropongono orientamenti che sono lungamente maturati nella tradizione clinica. Ma sempre più forte è l’esigenza di interventi che sappiano affrontare le dimensioni sociali del disagio, integrando l’approccio individuale con il coinvolgimento dell’ambiente di vita, e della famiglia in particolare.
La speranza che avverto è di poter realizzare sperimentazioni applicative sistematiche, sistematizzate e confrontabili, soprattutto a beneficio della fascia della popolazione che attualmente resta esclusa dall’accesso ad interventi specialistici, e produce una sofferenza  con gravi ricadute sul piano individuale e sociale.
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